Registrazione  |  Login

lunedì, feb. 27 03:13

 
 

 
 
 
 
RiduciNatale 2016
   
Natale 2016
 
 
Riduci... dal nostro libro dei pensieri
   
CHIUSURA
 
 
RiduciGrazie a tutti...
   
Con questa gradita visita di Don Carmine Arice direttore ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, cala il sipario sul Presepe di Lecore 2016.
Don Carmine è venuto appositamente da Roma, (veramente un grazie particolare nonostante i suoi impegni in giro per l’Italia) per vedere questo presepe ispirato da Lourdes sulla nostra fragilità umana, un Presepe fatto con scarti e pezzi di vetro fragili come la nostra vita, fragile come un ragazzo di 25 anni malato di Sla che a Lourdes cercando di tendergli la mano, mi ha detto: “ Coraggio alzati! Non sei solo tu fragile…lo siamo tutti! E’ la nostra vita che è fragile….coraggio! alza gli occhi al cielo e da lassù ti arriverà l’aiuto!....ed è molto più vicino a te di quanto pensi”!
Sentirsi fragili è un’esperienza legata alla nostra condizione umana, e tante volte c’è veramente bisogno di avere una mano aperta, tesa verso l’altro, e chi compie questo gesto non è detto che non abbia difficoltà, magari sono diverse rispetto a quelle della persona che si vuole aiutare; ma come facciamo a superare le nostre fragilità, a sanare le ferite che tutti abbiamo se non si lascia spazio e attenzione agli altri? come si fa a essere tranquilli se siamo ripiegati solo sui nostri bisogni? Sentirsi felici e realizzati passa per l’incontro con chi ha bisogno nella condivisione delle fatiche reciproche, con la necessità di un gesto di attenzione anche semplice, di una parola che scalda il cuore, di una scintilla di speranza che aiuta a rialzarsi lungo il cammino della vita.
E’ per questo che da un lato del Presepe è riportata la piscina Probatica di Gerusalemme, perché è l’emblema del nostro mondo: da una parte, l’arrivismo dei prepotenti, dall’altro l’impotenza dei poveri, di quelli che non contano. Gesù passa davanti alla nostra piscina e si dirige verso quelli che non contano, verso quelli che non hanno nessuno; il Figlio di Dio venendo al mondo, si è fatto l’ultimo di noi, si è fatto nessuno, per salvare ogni nessuno e farlo essere qualcuno. Grazie Don Carmine per la sua visita, grazie perché Lei nella sua vita è un punto di riferimento per tutte le persone fragili e per chi le accompagna specialmente nei momenti difficili, grazie per ricordarci sempre che tutte le persone malate hanno bisogno di pane e senso, di pane (cure e assistenza) certamente, ma poiché la sofferenza morale, la malattia e, in ultima analisi, la morte, costituiscono il problema serio dell’esistenza umana, ha bisogno anche di senso. Grazie, per averci ricordato che siamo tutti chiamati ad essere compagni di viaggio di persone malate, poveri, anziani, capaci di tenere la mano a chi si sente solo e fa fatica a trovare motivo per aprire gli occhi e benedire il Signore per il nuovo giorno, aiutandolo proprio alla ricerca di senso, come ha fatto Gesù con il malato alla piscina Probatica, messo fra gli ultimi, tra gli scarti, senza nessuno, nella sua solitudine.
Grazie don Carmine per la sua visita, e grazie per avermi aiutato, ancora una volta, prima di calare il sipario su questo Presepe, a capire cosa vuol dire veramente: “Coraggio, alzati! e capisci che quello che vale veramente è molto più vicino a te di quanto pensi.” Con affetto, Sauro
 
 

Condizioni d'Uso  |  Dichiarazione per la Privacy  

 Copyright (c) 2000-2016